Premio Zamenhof 2007 - Stefania Casini
24 Dicembre 2007 di Esperantista
Stefania Casini, regista cinematografica e televisiva, per la serie di documentari “America Latina” e “Preti di Strada” su l’impegno civile di alcuni personaggi femminili del Sudamerica e sulla lotta di preti coraggiosi contro la prostituzione di giovani immigrate africane.
Trascrizione dell’intervista.
La regista Stefania Casini intervistata da Francesco Fiordomo.
Premiata questa sera qui ad Ancona per la sua attività soprattutto a favore delle donne in riscatto delle donne.
_Si, … non è proprio così, comunque diciamo che io amo molto raccontare delle storie ed ho raccontato delle storie di donne straordinarie, di donne anche umiliate, di donne battagliere, di donne che avevano comunque un fuoco dentro per cui la loro vita ha avuto ed ha un valore, ma le ho raccontate perché poi mi hanno appassionato. Quindi ogni volta che mi avvicino ad una storia ad un soggetto diciamo poi mi lascio completamente travolgere da loro, perché il mio lavoro è una cosa meravigliosa, perché incontro delle persone straordinarie, e quindi queste donne mi hanno dato spesso, a me, la forza, me l’hanno restituita, la forza di andare avanti, l’entusiasmo. Io veramente credo che comunque le donne valga la pena di raccontarle perché comunicano, comunicano sempre, come dicevo prima, nel dolore, nella gioia, nel rigore, nella forza, nella follia, nel sogno.
_Si è parlato anche di questo documentario che lei ha realizzato.
_Preti di strada, si, l’ho realizzato per Rai Educational e in questo caso sono andata, diciamo, a incontrare dei preti, come don Santoro, dei preti che comunque lavorano sul territorio. Lavorano in quella parte emarginata della città, don Massimo alla casa della carità, sono stata con lui, con i Rom, perché mi interessa moltissimo il lavoro che fanno queste persone, sono dei preti, io non sono credente, ma loro mi hanno conquistato veramente con la forza e con l’umanità che hanno e con l’energia per cui fanno un lavoro incredibile in quelle aree disagiate della città dove troppo spesso noi non andiamo e che troppo spesso noi non conosciamo e che invece bisognerebbe conoscere per capire.
Mi ha fatto un certo effetto rivederla dopo … quarant’anni.
Ciao Steffy (una volta ti firmavi così)
E’ con profonda emozione rivedere quel volto ed espressione..credevo perduta.dimenticata di quando vivevo a Pescara , anni 1962/64.
Ora lavoro qui a Padova come volontario al Centro Studi Luccini accanto al Maldura ( facoltà di lettere e filosofia).
Da qualche anno getto sul blog, i cui dati corrispondono al sito web,tutto il mondo che vive e passa i 5 posti quì attaccati:Via Beato Pellegrino,Palazzo Maldura,Piazzale Mazzini,Basilica del Carmine (1452 stupenda ,tu che sei architetto di certo l’avrai vista ed ammirata),la Wiennese pasticceria e caffetteria finissima,Piazzale Mazzini.Sempre luoghi colmi di ragazzi e ragazze dell’Università e delle superiori e di suore e suorine di vari ordini.Ponte Molino col suo arco fa da barriera per proteggere i miei luoghi le genti.Ho provato veramente una grata gioia sapere cosa fai e rivederti anche mentalmente.Se passi da ste parti oltre ad un saluto anche una ghiottoneria della Wiennese sempre ci sarà per te.
Complimenti ed abbracci
dario